...Quando Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello, Caino rispose: "Sono forse il custode di mio fratello?" denotando nessuna espressione di pentimento e di rimorso...
Per via dei fraintendimenti,
delle troppe ore passate sotto la pioggia e delle attese.
Per via di un rumore di testa che sbatte contro il muro, come la testa di gomma di una bambola.
Per via degli urli di tua madre, tua madre con le vene del collo gonfie come serpenti.
Per via di quelle frasi che tutti si sono sentiti in diritto di dirti: 'dovresti essere più alta, magra, allegra, attenta, più più più, ma anche meno meno meno, e anche un po' più come come come...'
per via di lei, quella di prima, che c'è sempre
che era così amata. sempre. sembrerebbe. quella di prima.
per via di quelle foto scattate in un pomeriggio d'estate, foto di te con la faccia arrabbiata, scura: ti ricordi quel pomeriggio che non hai parlato per tre ore?
per via delle sere in cui una voce al telefono ti ha detto una cosa che invece era un'altra e tu hai annuito e creduto. E poi ti sei addormentata, come un bambino. Piccolo. Con le braccia e le ginocchia raccolte.
Per via di quelle lenzuola, dove hai dormito, ignara, nel sudore di un'altra.
Per questi e per tanti altri motivi
Non è possibile, l'Amore.

Eccolo. L'ultimo venuto. Soldatini Americani. 100x150. iniziato a dipingere in inverno, finito in primavera. sì è vero, c'ho messo un po'. E' che negli ultimi mesi ho avuto un po' da fare. Tipo cambiare vita. Tipo innamorarmi. Tipo abbandonare persone e cose e case. Tipo, insomma, avete presente quei perdiodi un po' indaffarati? Nel frattempo...è arrivata l'estate.
La donna è bionda e sta seduta ad un tavolo dietro al nostro. Dice di avere 32 anni e ne dimostra tanti di più. Penso a silvana. Che invece ne ha 80, di anni, ma ha ancora gli occhi ostinati e lucidi dell'adolescenza.
La donna è graziosa. La donna è un mostro. Che si lamenta del lavoro precario del suo uomo ' e cavolo abbiamo trentanni dovremmo pur mettere su famiglia'. La donna è 'volitivamente donna', come ha detto una volta il mio uomo della Santanchè. e a me, quella volta, è venuta voglia di tornarmente a casa
Mentre la donna continua a vomitare parole con la sua boccuccia graziosa, confetto, guardo il volto del cameriere di mezza età che si affanna. spalle magre.Si affanna servizievole cercando di essere compiacente col padrone come un ragazzino che ha paura di essere licenziato. Dovrei alzarmi dal tavolo e dargli una carezza sui capelli tinti, al cameriere magro. La donna gracchia a voce alta per farsi sentire 'noi donne viviamo una crisi. al lavoro comandiamo, magari abbiamo sotto degli uomini e dobbiamo essere autoritarie. Torniamo a casa e dobbiamo essere donne. Noi donne dobbiamo imparare ad essere più competitive e aggressive.'
Noi donne. Noi donne. Noi donne.
i maschi. le femmine. io ho sempre pensato che vorrei essere piuttosto un minollo, che ho sempre immaginato un po' maschio e un po' femmina.
il mio uomo dice 'voi siete anche questo' riferendosi ai discorsi della donna bionda
precipitandomi nell'abisso di una categoria
voi donne
e a me davanti a sta frase mi viene voglia di 'proteggere la grazia del mio cuore'
voi donne
ripenso a una pubblicità di l'oreal. voi donne. mi passano davanti trasmissioni televisive gonfie di lustrini. poi ripenso alle donne che ho conosciuto. mia madre bambina che aspetta alla finestra qualcuno che venga a prenderla. E mia nonna morta per il suo amore tradito, il suo amore per mio nonno, un uomo prepotente e violento. un uomo che cerco di ucciderla, fucile puntato, perchè voleva andarsene via dopo esser stata tradita. un uomo, mio nonno. ripenso a me stessa quando al mattino assonnata esco di casa per andare al lavoro, che nonostante il sonno mi sento viva e felice e sorrido se al lavoro ci vado in bicicletta. perchè mi piace il vento sulla faccia e quella sensazione di tornare bambina pedalando veloce, mentre suv prepotenti guidati da uomini con gli occhiali da sole suonano clacson nervosi alle mie spalle. Le mie spalle già un po' abbronzate. spalle capaci di portare tanto peso e rimanere dritte, come fossi una ballerina.
Ripenso alla piccola lisa che a scuola la prendono in giro quando dice che i folletti esistono davvero.
Ripenso alle donne che ho conosciuto.
e allora quel voi donne offensivo prende altro suono
un suono prezioso e forte come i fili d'erba che è così difficile spezzare
ci hai mai provato? lo sai che i fili d'erba ti tagliano le mani se provi a spezzarli?
gramigna verde di primavera
così
va bene. è vero. sono una donna
come gramigna verde di primavera
capace di proteggere, ovunque, la grazia del mio cuore
un autoritratto. nudo. più crocifissione che grazia di canova. pieni e vuoti del corpo. i pieni sono però la mia parte migliore. quella per cui vale la pena vivere. la pelle ricoperta di abrasioni, tagli e fiori...carnosi fiori rampicanti. come un ofelia oscena. ci proverò. me lo immagino ma sarà una cosa diversa da quello che immagino. lo sapremo poi. mi serve però uno specchio più grande. che comprenda anche i piedi.
Di notte è dolce camminare a Roma. specie se piove. specie se trovi un po' di musica da mettere nelle gambe. Termini. Via Cavour. Via Merulana. Passata mezzanotte sei Cenerentola in ogni caso. E trovi belli, guardandone la punta, i tuoi stivali di plastica viola. con quella suola di gomma che ti fa quel passo come fossi in un film americano. la pioggia fresca in bocca ti mette calore nello stomaco. E sei l'uomo ubriaco che vacilla a ogni passo. Sei la ragazza che piange nell'auto di qualcuno. Sei la donna insonne che porta a pisciare il cane bianco. Sei anche il cane bianco, affamato e avido d'aria. Soprattutto lui. Il cane.
E quel ragazzo alto, senza ombrello come te, che cerca il tuo sguardo, incrociandoti, ti fa venire un mezzo sorriso, voglia di piangere e di correre, e nessuna voglia di tornare a casa.
la vecchia psicoterapeuta con aria bonaria mi spiega, mentre a me passa la fame e anche stasera non cenerò, che qualunque cosa mi accada è colpa mia e delle mie privazioni.
mea culpa mea culpa mia grandissima colpa, esattamente come recita la morale cattolica
tutto dipende da noi medesimi e il mondo intorno gira a cazzo intorno a noi senza volontà, da noi determinato in tutto il suo orrore. E se bellezza non c'è è perchè noi non se siamo capaci.
freud e gesù
se potessi vi impiccherei entrambi e mi verrebbe da ridere a vedervi penzolare in alto col capo reclinato, imparereste così la lezione di non darmi la colpa
scusando invece questi altri, che girano intorno pronti a mordere o perdermi, scagionati dal peccato
sono io che non ne ho di peccati. sono un angelo.
La violenza l'unica possibilità. La ribellione al dio.
Eppure ho sognato di trovare un giorno la mia casa ricoperta di petali di fiori.
Stamane.
Leggero malessere del pensiero e polpacci dolenti per i salti. Tirare le ginocchia al petto.
Le mani dolenti per i pugni dati, contro la pelle nera del sacco, buona ad assorbire ogni rabbia, ogni malinconia.
Il dolore del corpo consola dunque quegli altri irrilevanti malesseri, indotti dalla mia volontà debilitata e incerta.
Fare le cose, non farle, dire, baciare, lettera e testamento.
Salvo il fare le cose. Rinuncio volentieri al dire, al baciare,
e alle lettere. Non sono capace. Non sono cose per me. Per favore, non insistete.
A ognuno il suo.
Il braccio in avanti, per colpire.
Per il resto basta chiudersi bene, guardia alta. E silenzio.
Nella foto l'
Ostbahnhof di Berlino ieri mattina. Tornata da. Purtroppo senza le bellissime manette acquistate ad un mercato di cianfrusaglie, me le hanno sequestrate in aeroporto, nonostante io abbia cercato di spiegare 'it' s just a strange souvenir'.
L'inflessibile poliziotto tedesco non ha ceduto. Le manette sono rimaste là. E anche un po' della mia anima. Colpa della mia solita malinconia al contrario. Io sento malinconia solo dei luoghi che non mi appartengono. Mi struggo forse proprio per quel mancato possesso. Ci tornerò a Berlino? spero di sì. E spero che quando accadrà nevichi ancora. Ancora così.
Dall'altalena si vedevano passare i treni.
Questo è il titolo che gli ho dato. Ed era proprio così in quei pomeriggi infiniti passati a dondolarmi, stordita di sogni, appresso a quei treni lontani.
Ora l'altalena è ancora là e io, via, ci sono andata sul serio appresso a quei treni. Ma non sono più capace di staccare i piedi da terra in quel modo. Il meglio di me viene da quel vento sulla faccia e quel rumore di rotaie, da quella forza che avevo nelle gambe, a spingere in alto.