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Utente: lafigliadiCaino
"...io sarò raminga e fuggiasca sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere.." (Genesi IV, 13-14).

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lunedì, 27 novembre 2006

RottamiDi nuovo questa puzza.
Di scarpe da ginnastica marce.
E' il mio vicino di scrivania. Io ci provo, ma all'odore di scarpe di ginnastica marce non ci si riesce, ad assuefarsi.
Tengo la mano piegata sul muso, per non sentire l'odore. E' inutile.
Cerco una salvezza guardando verso la finestra, ma non riesco a vedere il cielo.
Solo una cartina geo-politica dell'europa.
E una voce acuta nasale di donna che al telefono detta numeri e parole che sembrano numeri.
Cerco scampo.
Ma anche la pianta alla mia sinistra è finta.
La puzza mi sale dalle narici al cervello. Mi intossica i polmoni e il sangue.
formaggio marcio. gommoso.
gli altri non lo sentono?
non posso smettere di respirare ma ogni respiro fa aumentare la nausea.
ora sbadiglia, l'uomo della puzza di piedi.
sicuramente a lui piace sentirsi addosso questo suo odore marcio e segreto.
Si volta verso di me senza luce negli occhi. allora mi sta sfidando. non posso più sopportare..
così
ho staccato dal muro l'estintore rosso, ho puntato le scarpe dell'enorme uomo che le porta
e ho schiacciato la leva dell'estintore
la schiuma ha cominciato a pulire tutto
bianca liquida voluminosa d'aria
una meravigliosa schiuma
un getto violento e purificatore
Ho sparato contro tutti con l'estintore
urlavano urlavano

però ora la puzza non si sente più

mi hanno portato via
non ho opposto resistenza
però non lo lascio l'estintore
lo tengo stretto abbracciato a me
ho bisogno d'aria pulita,
e di difendermi.
e di vedere il cielo se alzo lo sguardo
postato da: lafigliadiCaino alle ore 11:07 | link | commenti (2)
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lunedì, 20 novembre 2006

Borremans All'ora di pranzo mi ha portato da mangiare un ragazzo magro.  Ho visto prima la sua mano di tutto il resto. Mi ha avvicinato il cucchiaio mezzo pieno di minestra. Ha una cicatrice lunghissima sulla mano. Una cicatrice che dal medio gli scorre giù, spaccandogli in due la mano. Mi ha imboccato senza dire nulla. Ho sentito un calore nel ventre. Per via della minestra o forse delle dita lunghe del ragazzo magro.

Lui non fa come la volontaria che viene di solito. Che riempie il cucchiaio fino all’orlo e io non riesco a inghiottire tutto e mi cola la minestra sul collo. Mentre lei mi racconta di guai suoi, di svariata natura. Che dovrebbero servire, credo, a consolare i miei.

Il ragazzo con la cicatrice riempie invece il cucchiario a metà. Mi da quello che io riesco a ingoiare. Non un po’ di più, né di meno. E sta zitto.

Oggi è la seconda volta che torna e io, mentre è alla fine, e inclina il piatto per raccogliere l’ultima minestra gli ho chiesto ‘cos’è’ di quel taglio antico che gli divide in due la mano, che si ferma con una croce profonda proprio sopra la linea della vita.

Mi ha risposto che se l’è fatto da bambino, sulla punta di un cancello. Mentre scappava per gioco. E che si vedeva l’osso e tutto. E che lui allora ha infilato la mano sotto l’acqua ma che è stato peggio e l’emorragia non si fermava più.

Mi ha detto che ne ha altre di cicatrici.

Gli ho chiesto se domani me ne fa vedere qualcun'altra. Lui ha sorriso e mi ha detto di sì.

Gli ho chiesto anche se secondo lui il taglio che ho sulle labbra si vedrà tanto. Mi ha risposto che no, sarà solo un ramoscello sottile.

Il taglio sul braccio sinistro rimarrà, invece.

postato da: lafigliadiCaino alle ore 16:44 | link | commenti (5)
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giovedì, 16 novembre 2006

assenza_numero_27assenza_numero_27_100x70E' stata una buona notte. Più piena del giorno.

Stanotte ho finito questo. Assenza numero 27.

Le assenze hanno solo numeri dispari e ho saltato la 26.

E' il posto dove sono stata negli ultimi cinque anni. Lì per raggiungermi bisognava fare quattro piani di scale a salire.

Ora mi piace che la gente per venire da me debba scendere un po' sotto il livello del suolo. Più vicino al centro infuocato della terra. O all'inferno. Anche se solo di qualche metro, più vicino.

Poi ho diviso un martini. E la colonna sonora di trainspotting. E sono stata a sentire i suoi racconti su gente famosa che pare normale. Ma poi ho preferito i silenzi. E la musica.

Mi piace che la gente per venire da me debba scendere un po' sotto il livello del suolo.

Stamattina mi sono svegliata con un buon colorito. Perfino con un accenno di sorriso.

 

 

postato da: lafigliadiCaino alle ore 12:08 | link | commenti (3)
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martedì, 14 novembre 2006

JIMI-HENDRIX-4-NYC-thla voglia di dipingermi le unghie con lo smalto rosso è un segno inequivocabile.

Non resta che raccomandarsi a santo jimi, protettore di incaute femmine con lo smalto rosso e dei blues man napoletani.

postato da: lafigliadiCaino alle ore 16:31 | link | commenti (2)
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lunedì, 13 novembre 2006

Impasto i bianchi e i grigi. E le terre.
Procedo più lentamente del solito.
Non uso colori.
Appena metto un grammo di rosso subito lo lenisco con un bruno di van dyck.
Gialli poi, non se ne parla proprio.
Verde solo mischiato al nero...perchè diventi fango.
Così compare sulla tela l'immagine di un ricordo
che dissanguo.
Levando i colori levo il sangue agli oggetti e ai luoghi.
Ma il bianco mi tradisce
mostrando col suo candore
le pieghe languide di un letto sfatto.
Il bianco. Ti fotte sempre, con la sua luce.
postato da: lafigliadiCaino alle ore 12:08 | link | commenti (2)
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