...Quando Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello, Caino rispose: "Sono forse il custode di mio fratello?" denotando nessuna espressione di pentimento e di rimorso...
Di nuovo questa puzza.
All'ora di pranzo mi ha portato da mangiare un ragazzo magro. Ho visto prima la sua mano di tutto il resto. Mi ha avvicinato il cucchiaio mezzo pieno di minestra. Ha una cicatrice lunghissima sulla mano. Una cicatrice che dal medio gli scorre giù, spaccandogli in due la mano. Mi ha imboccato senza dire nulla. Ho sentito un calore nel ventre. Per via della minestra o forse delle dita lunghe del ragazzo magro.
Lui non fa come la volontaria che viene di solito. Che riempie il cucchiaio fino all’orlo e io non riesco a inghiottire tutto e mi cola la minestra sul collo. Mentre lei mi racconta di guai suoi, di svariata natura. Che dovrebbero servire, credo, a consolare i miei.
Il ragazzo con la cicatrice riempie invece il cucchiario a metà. Mi da quello che io riesco a ingoiare. Non un po’ di più, né di meno. E sta zitto.
Oggi è la seconda volta che torna e io, mentre è alla fine, e inclina il piatto per raccogliere l’ultima minestra gli ho chiesto ‘cos’è’ di quel taglio antico che gli divide in due la mano, che si ferma con una croce profonda proprio sopra la linea della vita.
Mi ha risposto che se l’è fatto da bambino, sulla punta di un cancello. Mentre scappava per gioco. E che si vedeva l’osso e tutto. E che lui allora ha infilato la mano sotto l’acqua ma che è stato peggio e l’emorragia non si fermava più.
Mi ha detto che ne ha altre di cicatrici.
Gli ho chiesto se domani me ne fa vedere qualcun'altra. Lui ha sorriso e mi ha detto di sì.
Gli ho chiesto anche se secondo lui il taglio che ho sulle labbra si vedrà tanto. Mi ha risposto che no, sarà solo un ramoscello sottile.
Il taglio sul braccio sinistro rimarrà, invece.

E' stata una buona notte. Più piena del giorno.
Stanotte ho finito questo. Assenza numero 27.
Le assenze hanno solo numeri dispari e ho saltato la 26.
E' il posto dove sono stata negli ultimi cinque anni. Lì per raggiungermi bisognava fare quattro piani di scale a salire.
Ora mi piace che la gente per venire da me debba scendere un po' sotto il livello del suolo. Più vicino al centro infuocato della terra. O all'inferno. Anche se solo di qualche metro, più vicino.
Poi ho diviso un martini. E la colonna sonora di trainspotting. E sono stata a sentire i suoi racconti su gente famosa che pare normale. Ma poi ho preferito i silenzi. E la musica.
Mi piace che la gente per venire da me debba scendere un po' sotto il livello del suolo.
Stamattina mi sono svegliata con un buon colorito. Perfino con un accenno di sorriso.
la voglia di dipingermi le unghie con lo smalto rosso è un segno inequivocabile.
Non resta che raccomandarsi a santo jimi, protettore di incaute femmine con lo smalto rosso e dei blues man napoletani.