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Utente: lafigliadiCaino
"...io sarò raminga e fuggiasca sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere.." (Genesi IV, 13-14).

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giovedì, 21 dicembre 2006

...Rosaspina oggi ha compiuto 5 anni, e capisco che, per fortuna, non le servono a niente le spine che le ho donato col nome.

Saliamo lungo la scalinata del cimitero tutti e tre. Noi due per mano e Zolla al guinzaglio.

Ho messo un cappellino con i fiori di stoffa. L’ho comprato all’Oviesse. Però è bellissimo.

Se Franco ci vedesse così sarebbe fiero di noi e ci direbbe che sembriamo usciti fuori da un quadro del suo Picasso. Uno di quelli dei saltimbanchi.

Rosaspina guarda le foto sulle tombe e mi chiede di raccontarle le storie di ognuno. Io me le invento.

Zolla annusa i fiori. Ma preferisce gli alberi.

Arriviamo da Franco e forse Rosaspina ci rimane un po’ male perché si aspettava una sepoltura più solenne. Invece Franco ha solo una piccola lapide di marmo. Un cubetto di spazio in una specie di condominio. Però poi si riprende, Rosaspina, e gli parla uno dei suoi monologhi. Con lo sguardo basso che va dalla foto alle manine che giocano con certi fili d'erba. Hanno messo una foto di Franco da giovane. Forse non ne avevano di più recenti. Gli racconta che a settembre di quest’anno inizierà ad andare a scuola e che da grande farà la ballerina e girerà tutti i teatri del mondo con me e con Zolla.

Poi, prima di andare via, tira fuori dalla borsetta due biscotti, uno lo da a Zolla e uno lo lascia accanto ai fiori che ho portato io, sulla tomba di Franco.

Così è Rosaspina.

Dopo il cimitero siamo arrivate alla spiaggia. Vuota e profumata di sale. Abbiamo panini buoni con il salame e frittata di pasta dentro una busta. E anche la coca cola. E’ mezzogiorno passato e il sole scalda.

Appena arrivate facciamo il gioco ad acchiapparci con Zolla. Con Rosaspina correre non è più fuga,  è rincorsa.

Lei non fa come me. Lei sa piangere. Non tiene il dolore serrato in uno stringere di denti, in un serrare pugni. Rosaspina lascia andare risa e lacrime.

Ci fermiamo sudate, rosse in faccia e un po spruzzate dall'acqua che Zolla si è scrollato di dosso.

Rosaspina si leva il tutù da ballerina e sta in equilibrio sulle punte dei piedi e con le sue mutande di cotone bianco con l’elastico un po’ largo mi chiede se può andare a riva a toccare l’acqua. Io le dico che certo che può. E rimango a guardarla mentre saltella verso la riva. Fragile, con le scapole magre che sporgono, come volessero diventare ali, e i capelli così sottili e chiari che le vanno sulla faccia. E lei se li sposta via per guardare meglio. Con quel gesto uguale al mio...

postato da: lafigliadiCaino alle ore 13:55 | link | commenti (6)
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mercoledì, 20 dicembre 2006

che palle le maldive

e quelli che fanno i corsi di vela

o di immersione

e i corsi da sommelier.

Che la peste se li porti. Tutti.

postato da: lafigliadiCaino alle ore 11:44 | link | commenti (3)
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giovedì, 14 dicembre 2006

gekoMe lo dovevo aspettare come sarebbe poi andata la serata, quando sull'autobus da piazza istria al verano...c' ho trovato un uomo che appendeva salumi. In autobus. La gente non sapeva dove reggersi. Disorientati, i passeggeri, tra un capocollo e un milano.

un matto vero, classico, meraviglioso. e così sul fare della sera mi sono trovata trasportata su un autobus pieno di insaccati penzolanti. Profumati. Ma...troppo freschi, lamentava il pazzo. Proprio accanto a me stava una mortadella. Sorridente e sontuosa. Signorile e compiaciuta. Pochi compagni di viaggio ho avuto migliori di quella.

il resto della serata è andato di conseguenza.

stamattina in un risveglio dolorante e acido...mi sono trovata la borsa piena di certi misteriosi animaletti neri con la calamita sul culo e il collo dondolante. una pila. un accendino a forma di pistola. tre rose. un enorme portachiavi dorato a forma di geko

Credo di aver comprato tutto da un venditore ambulante con i capelli neri e gli occhi anche. Bangladesh, credo, la provenienza. 

Etilismo etico.

poi 'sto sms...di provenienza ignota.

 'non così'

chissà cosa. chissà come. chissà chi.

mah chissà

chi lo sa

ora va meglio

una cosa non riesco a sopportare. l'unica che ricordo. il ragazzo di spalle nel nero della porta. e tutta quella gente intorno. in mezzo. tra me e lui. come enormi fiori di plastica su una tavola, che ti impediscono di vedere. e quella stanchezza nelle gambe che non mi ha fatto correre. afferrarlo per il polso. la chitarra che si portava dietro come fosse il suo giocattolo.

è andato via da solo. nel nero della porta. adoro quelli che vanno via da soli.

stasera comprerò una ciotola e una cuccia per il mio nuovo geko di plastica d'oro.

 

postato da: lafigliadiCaino alle ore 15:58 | link | commenti (15)
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martedì, 12 dicembre 2006

Siamo bambole rotte

cibo per cani

siamo un’ala staccata

 

non riusciamo neanche più

a venderci

non ne abbiamo più voglia

di vedere quanti soldi sono disposti a darci

 

siamo una moneta fuori corso

lasciata da dieci anni

in un posacenere

nella casa intatta

 

quella casa intatta fino a quando non decideranno di affittarla

quelli che sono rimasti

quando il ricordo sarà passato

quando si potrà profanare quel grembiule da cucina

che lei indossava per fare le frittelle

per farci contenti

e quelle pantofole sotto il comodino

di cui una scucita di lato

 

fino a quando si potrà profanare quel medicinale per respirare

poggiato accanto al pacchetto delle sigarette

e quel soprammobile chiaro

di un arciere bello con le labbra scheggiate

che immaginavo coraggioso e invincibile.

Doveva difendermi, cazzo,

mi aspettavo che lo facesse.

E invece anche lui ora è finito a fare il soprammobile

pieno di polvere

e anni.

postato da: lafigliadiCaino alle ore 16:32 | link | commenti (10)
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lunedì, 11 dicembre 2006

lacasasottolaquercia_particol

ma che stronzi

gli artisti

con quegli occhi spalancati

da scemo del villaggio

con questi stupidi rossi petali di geranio

che impastano le palpebre e  coprono i bulbi e fanno vedere male

vedere cose che non ci sono

cose stronze

 

ma che stronzi

che sono

sempre a coprirsi di ridicolo

e fare cose inutili

 

quanto sono stronzi

sempre a mettere in mostra

quello che hanno di peggio

quello che hanno di più schifoso e nascosto

e poi piangere singhiozzi da cani

perché qualcuno

ha visto

quello che hanno di peggio

di poco

 

ma non trovate che siano così stupidi?

certe volte ci vorrebbe una fossa

per buttarceli

per buttarcisi dentro

e smettere

smetterla finalmente

di essere così stronzi

e coprirsi di ridicolo

senza un motivo

senza mai un motivo

come giocassero,

bambini bianchi

bambini scemi

pazzi zoppi

meraviglia degli uomini

 

postato da: lafigliadiCaino alle ore 14:58 | link | commenti (4)
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venerdì, 01 dicembre 2006

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postato da: lafigliadiCaino alle ore 13:32 | link | commenti (7)
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