...Quando Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello, Caino rispose: "Sono forse il custode di mio fratello?" denotando nessuna espressione di pentimento e di rimorso...
Mai per amore.
Mai nulla ho fatto per amore.
Se mi sono dipinta le labbra in un modo rosso impeccabile
l’ho fatto solo perché qualcuno le desiderasse.
Se ho dipinto il volto di un angelo rosa perfetto
coi miei pennelli storti e sporchi
l’ho fatto per vendetta.
Se ho dipinto un giardino di fiori meravigliosi
l’ho fatto per cattiveria
per sbattere in faccia i fiori belli miei
alle miserie loro.
mai, mai per amore ho cantato o cucinato o parlato
solo per azzannare ho detto parole sagge
mai per amore
mai nulla ho dato. neanche un centimetro di pelle.
non ho mai detto
ho paura
sono sola
ho fame e sonno
ho detto
io ho braccia d’acciaio
a me non serve nulla
ho la pancia piena e non mi stanco mai
per sprezzo verso gli altri
non ho mostrato il fianco,
ho sorriso e aiutato qualcuno solo
per dirgli
io non sono come voi
ma meglio
di voi
mai per amore ho scritto
né per amore ho dipinto o giocato o fatto l’amore
l’ho sempre fatto solo per vendetta.
per vendicare una bambina sola.
per sputare in faccia a chi non le ha soffiato il naso
a chi non le ha portato la merenda.
io per amore non so fare nulla.
ed è solo per odio
che vorrei vederli tutti
scorticarsi d’amore per me.
Scendere le scale così insieme, così evidentemente insieme. dopo darsi pure un bacio in macchina. così davanti a tutti. che roba strana.
ma che forse si stava meglio quando si stava peggio?
Il fatto è che prima era facile. Vederci in luoghi chiusi claustrofobici nascosti. Senza mai nessun altro testimone. Era facile, leggero e amabile. Eravamo protetti.
Ora arrivano per esempio spietati gli sguardi di una ragazza magra con gli occhioni azzurri, a infrangersi contro la sua camicia cocozza. E io, che cazzo, potrei essere gelosa.
Prima ci proteggeva la sua fidanzata mamma. Dalla quale nasconderci. Fuggitivi e cattivi. Era tutto così facile. I fighi eravamo noi. Perfino belli come angeli a volte.
Ora questa qui, la sua sempiterna fidanzata, ci ha lasciati soli. A me a combattere contro gli sguardi delle ragazze belle contro il colletto della sua camicia cocozza, contro il suo collo tenerissimo come polpa di pollo. Lui a non avere più scuse per avere fretta. Di colpo non siamo più mica tanto fighi.
Ci hanno tirati all'improvviso fuori alla luce con le palpebre tenute spalancate a forza.
Tocca inventarsi qualcosa. O sperare che lei torni.
Meno male che ho ritrovato il rosario che mi hanno dato le suore di Pompei alla Comunione in cambio dell'offerta votiva. E ho ritrovato pure la statuina della Madonna che si apre da sotto e dentro ci sta l'acqua santa. Faccio una bella preghiera, un pater, un ave e un gloria, anzi due gloria, dei gargarismi con l'acqua santa e poi mi prendo una medicina per la gastrite.
Poi magari esco e lascio un fiorellino spezzato sotto il suo tergicristalli.