...Quando Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello, Caino rispose: "Sono forse il custode di mio fratello?" denotando nessuna espressione di pentimento e di rimorso...
un getto ghiacciato di aria condizionata colpisce la mia spalla destra. il fatto è che gli altri che stanno dentro questo open space hanno creato un imbuto di cartone e lo hanno monato sui bocchettoni dell'aria condizionata, dirigendo il getto freddo esattamente contro le mie scapole alate. In modo da atrofizzarle col freddo e impedire ogni possibilità di volo. E' la grettezza del ceto medio impiegatizio. Che vuole tutti con i piedi ben saldati a terra e soprattutto calzati con le medesime scarpe.
Così mi tornano utili i barbiturici che il farmacista mi ha tanto consigliato per le emicranie di cui soffro ultimamente. Li userò anche per il dolore alle scapole.
Ma nel frattempo preparo la mia vendetta estetica. Che le vendette etiche sono più noiose e soprattutto non ne sono capace. Loro, gli ignari costruttori dell'imbuto nemico, non sanno che mentre l'artrosi precoce da essi indotta mi impedisce di dormire preparo una magnifica rappresentazione pittorica della loro condizione. I loro ritratti, inscatolati come sardine. I loro avanzi a mensa. Le loro facce flaccide e decomposte.
Questi uomini e queste donne che hanno messo sui desktop le foto dei loro figli che sputano pappe, o scogli di mare, o barboncini col cappottino rosso. Tutto ciò che hanno. Oltre al centro commerciale e alle cravatte col nodo scorsoio.
Ora vado via. Stanotte prima di dormire spalmerò del miele sulle mie malate scapole alate. Gli farà bene. Hanno bisogno di cura, e di amore.
eh già che tengo i problemi miei...e già che mi sveglio alle quattro e mezzo ossessionata da un azzurro che dovrebbe essere più chiaro e più grigio. ma non troppo. e va be' che poi alla fine, anche se non albeggia ancora, mi alzo con gli occhi pesti, per cercare un pennello morbido, senza allusioni, e rendere almeno più omogeneo quel cazzo di azzurro. che non è mai quello giusto. o troppo scuro oTroppo chiaro.
va bene anche scegliere volontariamente di andare a prendermi un cazziatone da un ottantenne possessivo e sdentato. Che ogni volta mi ricopre di false accuse. Quando poi ce ne sarebbero tante giuste e vere da farmi! ma perchè mi accusano sempre delle cose sbagliate, dico io?
no dico. va bene tutto. perchè io sono paziente. Ma soprattutto che mi importa di queste cose mortali se sabato sarò a genova con la bambina più bella della terra che ballerà con un abito di tulle verde? e io da una poltrona centrale e di prima fila piangerò. di sicuro eh. perchè come si fa a non piangere di fronte a tanta bellezza. e a quei voli che fa con quelle gambe magre.
ma con tutto ciò che accade e che mi agita ci mancava pure un messaggio di un cugino scomparso. un cugino che non vedo da quando avevamo dodici anni. che non mi ricordo che faccia ha. e che mi dice che deve parlarmi di un suo problema. a me? a me che non mi vede da vent'anni. sì a me, ha detto, proprio e solo a me mi vuole raccontare sta cosa che non so cosa sia. Perchè si ricorda di quei giorni in cui casa sua era pericolante per il terremoto ed era venuto a stare da noi. E io, che già ero costretta a dormire in corridoio, perchè non ho mai avuto una stanza per me, me lo ricordo che fui costretta a dividere il mio corridoio con questo cugino. Angelo. Si chiama.
ma che vorrà? io lo so...questo mi chiederà di nuovo di dividere il corridoio.
ma io non divido più corridoi con nessuno.