...Quando Dio chiese conto a Caino del sangue di suo fratello, Caino rispose: "Sono forse il custode di mio fratello?" denotando nessuna espressione di pentimento e di rimorso...
E' stato il giorno del mio compleanno, ieri. e, credo, deve essere stata una notte infernale quella in cui sono nata.
Nessuno ricorda esattamente l'ora, qualcuno dice che era molto tardi, qualcuno che era tardo pomeriggio. Mia madre, lei, non ricorda molto di me da piccola. Dice solo che ero una bambina così tranquilla: mi lasciavi in un angolo e mi ritrovavi là, anche dopo ore. Ancora oggi sono attratta dagli angoli e ora che ho scoperto che ci ho trascorso l'infanzia capisco questa strana affezione. Specie per quelli acuti.
I miei fratelli ricodano invece che sembravo stordita. Diciamo pure stupida. Guardavo gli altri giocare e sorridevo assente. Anche nei filmini sto sempre così. Attonita.
Oggi è stato il giorno del mio compleanno. Mi sono state dette cose spiacevoli. Non avrebbero dovuto dirmele oggi. Bisaognerebbe rispettarli, i compleanni. Non so se mi sono spiegata.
Così durante questa notte di compleanno mi sono ritrovata in una casa estranea, con le pareti roventi, accanto a un uomo che voleva, così ha detto, buttarmi giù dalla finestra, ma per fortuna aveva troppo sonno per farlo. In ogni caso eravamo al secondo piano, non tanto in alto.
Del resto certi palazzetti delle città di provincia sono così, bassi. E per nulla graziosi. Di solito hanno un giardino poco curato, un cane, un tubo di gomma per annaffiare le piante. Insomma non so se mi sono spiegata su che genere di posto era.
Mi sono rigirata a lungo dentro le lenzuola fradice di sudore e zanzare e, credo, cimici della pasta.
E ho pensato a quella notte di fine estate che ero appena nata.
Sicuramente faceva caldo, come ora, e io, di sicuro, rossa in faccia, urlavo di dolore e disperazione.
Di certo con le manine avrò urtato contro il metallo freddo del lettino dell'ospedale e non mi sarà piaciuto.
Gli occhi ancora annebbiati avranno avuto paura del buio e dello stanzone enorme dove stavo poggiata in fila con gli altri neonati. Avrò intravisto le loro piccole braccia e gambe agitarsi come ombre e i loro gridi acuti mi avranno messo ancora più paura dei miei.
Poi quando sarà arrivato il mattino mi sarò certo sentita riconoscente alla luce fresca che è arrivata dai finestroni del dormitorio. E avrò per un po' smesso di piangere e fatto una lunga pisciata liberatoria.
Esattamente come stamattina.
Appena è entrata un po' di luce mi sono buttata acqua fresca sugli occhi, ho pisciato, e ho pensato che potevo iniziare un giorno nuovo.
Come quella mattina la vita.
Avevo sottovalutato alcuni aspetti. Perchè sono approssimativa. E faccio confusione. Avevo sottovalutato per esempio il fatto che c'è chi le farfalle le colleziona, chi le trafigge con uno spillone, chi le usa per decorare le pareti, e perfino qualche artista che ci ha fatto una fortuna, usando i colori loro e spacciandoli per suoi.
C'è anche chi scambia una farfalla per un volgare insetto e la schiaccia con un cuscino. sulla parete bianca di una camera da letto. Facendola cadere sulle piastrelle del pavimento. Spazzandola poi via con una scopa e una paletta. Di plastica gialla. Gialla come un vomito.
Così ho cambiato idea rispetto al post precedente.
Non la voglio più fare la farfalla. Non voglio più elevarmi in volo. Divento cane. Azzanno. Fino a strappare le braccia, poi l'inguine, infine il collo. E il cuore.